ARTICOLO4

A OGNUNO IL SUO DESTINO

Da quando e’ terminata la guerra Iraq non si fa altro che assistere quotidianamente ad attentati suicidi, o di altro tipo ma tutti appartenenti alla stessa matrice terroristica .

Tutti sono pronti a mostrarsi affranti e costernati di fronte a eventi di tale crudelta’ , ed efferata violenza , che colpisce indistintamente militari  della coalizione e civili iracheni .

Probabilmente la nostra memoria e’ un po’ labile  o si tende a scordare e occultare quanto non ci fa comodo,

cioe’ le false ragioni , le bugiarde motivazioni che ci hanno portato a questa guerra .

Ora che i fatti hanno dimostrato che le nostre paure erano infondate , che i terribili arsenali atomici  di Saddam non esistono , che le armi di distruzione di massa non sono stati trovati , che gli arsenali chimici e batteriologici sono cose per il piccolo chimico, si e’ focalizzata l’attenzione sui programmi di sviluppo in campo economico e commerciale in favore dell’Iraq , sull’instaurazione della democrazia , prima in questo paese e poi in altri dell’area araba come soluzione di tutti i problemi in quella tormentata zona del pianeta .

Questi  orribili attentati che quasi quotidianamente si ripetono , anche se indubbiamente sono da condannare e da far cessare , indubbiamente rappresentano  la protesta, la dissociazione,la disapprovazione  di coloro che avvertono il pericolo che degli estranei, di cultura ,religione , tradizioni diverse dalle loro possano mettere mano ai cardini , alla struttura portante , ai futuri assetti di potere politico e religioso nel loro Paese .

Credo che in un certo senso tali timori possano essere giustificati , infatti ponendo le basi di una società democratica, laica, con libere elezioni, fondata sui principi del libero scambio e dell’economia capitalista si compiono i primi passi in direzioni forse non troppo auspicate dai  detentori del potere religioso che forse in questi paesi  sono anche i controllori della politica.

Ho l’impressione che tutto parta dal rifiuto di una imposizione dall’esterno anche di istituzioni e valori come quelli democratici che nessuno di si sogna di rifiutare , dal non volere che siano gli stranieri i costruttori del loro destino futuro, ma forse  soprattutto dalla non consapevolezza  del proprio esistere  come soggetto  politico, civico, religioso. Dal non essere ancor preparati a camminare con le proprie forze in un terreno irto di ostacoli come quello della democrazia e della legalità .

E’ giusto , anche in nome di altissimi valori, quali  democrazia e giustizia , imporre agli altri , i nostri modelli e i nostri ideali ?