ARTICOLO5

 

ACQUABOMBER

 Dice il vocabolario Zingarelli. "Terrorista è colui che appartiene a organizzazioni o gruppi che fanno uso della violenza contro persone o cose con l’intento di sconvolgere gli assetti istituzionali esistenti o di rivendicare l’indipendenza di uno Stato". Se questa è la rigida definzione, Acquabomber non è un terrorista. E’ solo un demente. Se però il terrorista è anche colui che cerca di creare paura tra la gente per perseguire un qualche obiettivo politico limitato, bene, Acquabomber, nonostante quello che dice lo Zingarelli, è un autentico terrorista. Il che è un po’ di più, e un po’ peggio. Terrorismo e follia, comunque,

appaiono spesso legati da una strettissima parentela. E’ il caso dei brigatisti che pensano di indurre le masse alla rivoluzione uccidendo alcuni miti professori di diritto del lavoro. Ed è (forse) il caso degli anarchici insurrezionalisti su cui si sta concentrando l’interesse degli investigatori per le bottiglie alla candeggina. Questi signori, per farla breve, l’avrebbero con le multinazionali che controllano il mercato delle acque minerali, e che dunque asseterebbero l’umanità. Da qui la decisione di avvelenare noi consumatori, che così ci spaventiamo, beviamo solo ciò che esce dai rubinetti, e mettiamo in ginocchio i biechi capitalisti. Semplice, no? In questo caso, poi, non si tratterebbe neppure di una strategia maturata in clandestinità. Macché! L’offensiva anti bollicine era stata annunciata fin dall’agosto scorso sul democratico sito guerra sociale-critica libertaria al capitalismo, in cui si spiegava come occorresse portare l’attacco al cuore delle minerali. Il che induce ad un paio di domande. Primo. Come mai ce ne accorgiamo solo ora navigando in rete, o quantomeno solo ora si capisce come l’obiettivo della campagna potesse essere il sabotaggio dei prodotti, cioè delle bottiglie? Com’è noto, da Al Qaeda ai black block, il terrorismo e i movimenti rivoluzionari hanno trovato in Internet il loro canale di collegamento privilegiato. Dunque, occhi e computer sempre aperti. Secondo. E’ mai possibile che chiunque possa aprire un sito e scriverci dentro qualunque cosa, compresa un’istigazione a delinquere? E’ liberticida chiedere alla magistratura di intervenire? A nostro avviso nò. Sempre che la democrazia sia ancora diversa dall’anarchia. Detto questo, nessun allarmismo, ma tanta attenzione. Oramai siamo in trincea su tanti fronti, e il nemico del nostro vivere civile può celarsi ovunque. Anche nel collo di una bottiglia.