ARTICOLO6

ELOGIO ALL’ACQUA POTABILE 

C'è solo una cosa forse peggiore di certi reati: il darne notizia. Contribuendo a creare una sorta di panico collettivo, mostrare ai malintenzionati la vulnerabilità del nostro sistema, rendere più difficoltose le indagini, dare la sperata (da lui) visibilità alle gesta di qualche demente (organizzato o no), e sopratutto rischiare di innescare fenomeni imitativi difficilmente controllabili. Cosa di gran lunga la peggiore di tutte, dato che in questo paese i terroristi sono fortunatamente pochi, ma gli imbecilli moltissimi, e fanno più danni gli ultimi che i primi. Ma ormai, ora che il danno è fatto, non resta che la speranza oggettivamente scarsa - che si possa rimediare. Tuttavia una cosa positiva in questa vicenda c'è ed è la riscoperta dell'acqua potabile. Uno dei segni più tangibili del Progresso (pensate solo a quanti secoli hanno dovuto passare dall'Impero Romano in poi per potere avere nelle case acqua bevibile!), che noi oggi sprechiamo sconsideratamente, e che non utilizziamo ostentando una mania snob nei confronti delle minerali. Potabile = buona da bere. Costa pochissimo ed è il frutto di quella civiltà che gli acquabomber di turno vorrebbero cancellare. Cosicché io ora me ne gusto un bel bicchiere preso dalla fontanella dei giardini davanti a casa mia e me la gusto come se fosse Barolo.

  

LA CARTOMANTE

-- Per fare le carte quanto chiedi?
-- Cinque lire. -- Ecco qui; bada però
che mi devi dire la pura verità...
-- Non dubitate, ve la dirò.

Voi avete un amico che vi vuole
imbrogliare negli affari. -- È impossibile
perché affari adesso non ne faccio.
-- Vostra moglie vi inganna. -- Ma va' là!

Sono vedovo da tempo immemorabile!
-- Vi riammogliate. -- E togliti di qui!
Ci son cascato e non ci casco più!

Vedo sul fante un certo non so che...
Vi sono state rubate... -- Oh questo sì:
la cinque lire che ho dato a te.